L’osteoporosi non è da considerarsi una controindicazione assoluta riguardo alla possibilità di sottoporsi a interventi di implantologia dentale.

L’osteoporosi, come è noto, colpisce soprattutto soggetti anziani e, in particolare le donne, solitamente in età avanzata o comunque in modo graduale a seguito del sopravvento della menopausa.

Le ossa quindi tendono a demineralizzarsi a macchia di leopardo e a divenire fragili e con difficoltà di rimarginazione dopo un’eventuale frattura o rottura dell’osso stesso.

Fortunatamente questa patologia senile, per quanto possa debilitare per esempio gli arti inferiori, può considerarsi distrettuale, quindi più accentuata in alcune parti del corpo e meno in altre.

osteoporosi e implantologia dentaleLe ossa craniche e, soprattutto quello mandibolare e mascellare, sono generalmente molto meno coinvolte in questo processo di demineralizzazione ossea e questo va a favore della possibilità di sottoporsi all’implantologia dentale.

Il dentista nonché chirurgo orale procederà preventivamente a un’indagine proprio della qualità dell’osso, alla sua densità, alla resistenza per decidere se è in grado di sostenere il carico di uno o più impianti (nei casi di edentulismo totale) nonché della distribuzione delle sollecitazioni sulle due arcate.

Nel caso in cui l’osso non rispondesse ai requisiti di qualità necessari, il dentista può optare per la rigenerazione ossea attraverso un trapianto.

Questo può avvenire prelevando del materiale biologico osseo eterologo (quindi che proviene dai tessuti appartenenti al paziente stesso), oppure all’innesto di materiale creato in laboratorio, solitamente una membrana. L’applicazione della membrana può essere bifasica o monofasica.

implantologia osteoporosi

Nel primo caso si esegue un intervento prima del posizionamento dell’impianto, che dopo qualche tempo potrà poggiarsi su un tessuto di neoformazione.

Nel secondo caso l’intervento avviene congiuntamente all’applicazione dell’impianto e la membrana viene collocata al di sopra, in modo che si formi nuovo tessuto al di sotto e non entrino in contatto con questo i tessuti connettivali.

Sotto anestesia locale o sedazione cosciente (secondo le preferenze del paziente e le necessità del chirurgo orale) il paziente potrà sottoporsi a questo intervento ricostruttivo con estrema serenità e senza sentire particolare dolore.

La tecnologia chirurgico-stomatognatica moderna si avvale anche di strumenti piezoelettrici, che sono precisi e garantiscono la mininvasività nel taglio dell’osso, quando si tratta di prelievo eterologo.

La protesi viene quindi montata sui perni in titanio, materiale che assicura un’ottima biocompatibilità e si attende l’osteointegrazione degli stessi, che in pazienti con osteoporosi avrà una durata più lunga (anche 12 mesi), trascorsi i quali sarà montata la protesi fissa definitiva.

Non ci sono controindicazioni di sorta nemmeno per i pazienti che assumono farmaci bifosfonati per combattere o prevenire l’osteoporosi. Ogni paziente quindi viene accompagnato verso l’ottenimento di nuovi denti perfettamente funzionanti, stabili ed esteticamente gradevoli.

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