omeopata

Se state cercando un omeopata a Milano e in zone limitrofe, potete rivolgervi al Giuliano Canzi, omeopata e naturopata di grande esperienza e professionalità. Presso il suo studio potrete trovare un ascolto attento e competente delle vostre problematiche, ma anche intraprendere un percorso specifico che condurrà alla risoluzione delle stesse.

L’approccio alla malattia del Giuliano Canzi è l’approccio di tipo olistico che caratterizza la naturopatia. Il corpo viene infatti considerato come un organismo unitario, le cui singole parti sono inscindibili poiché in stretto rapporto con il tutto: ne consegue che non è possibile curare il singolo organo, o la singola patologia, senza considerare la situazione organica del binomio mente-corpo.

Ne consegue che ogni patologia, per quanto circoscritta, non può in nessun caso essere guarita se prima non si ripristina la naturale armonia che dovrebbe caratterizzare l’organismo umano. Come ogni naturopata,  Giuliano Canzi non si pone assolutamente come alternativa alla medicina tradizionale.

Al contrario, il compito di professionisti come è proprio quello di affiancare la medicina tradizionale, arrivando la dove quest’ultima non riesce ad arrivare. Per farlo, l’omeopata come il naturopata si servono esclusivamente di principi naturali, non sintetizzati chimicamente come le classiche medicine.

omeopata

L’omeopatia si basa sull’assunto che il simile cura il simile (assunto che è contenuto già nel nome di questa disciplina, che deriva dal greco “omos” più “pathos”) e negli anni si è mostrata estremamente valida nella cura di malattie come asma, sindromi influenzali, depressione, eczemi e allergie di vario tipo.  Giuliano Canzi è un ottimo conoscitore di rimedi omeopatici che verranno realizzati su misura per il singolo paziente, sulla base della specificità dei sintomi lamentati e della sua condizione psicofisica.

La naturopatia si avvale in primis della fitoterapia, ossia della cura attraverso le piante, i cui principi attivi venivano utilizzati fin dall’antichità per curare le malattie più diverse.

L’efficacia di tali rimedi, nonché la quasi totale essenza di effetti collaterali, oggi è stata dimostrata anche dalla scienza.

 Giuliano Canzi riceve i suoi pazienti nel suo studio di Milano, mettendosi a loro disposizione come un vero e proprio operatore del benessere: la finalità ultima del suo operato è aiutarli a ritrovare l’originario equilibrio psico-fisico, nonché una dimensione ottimale per vivere senza accumulare stress e negatività, così da prevenire ogni eventuale, ulteriore insorgenza della malattia.

La cardiologia a Firenze si occupa di studio, diagnosi e cura, sia farmacologica che attraverso interventi di cardiochirurgia, delle patologie che colpiscono il sistema cardiovascolare. Le stesse possono essere congenite o acquisite.
Le patologie cardiologiche sono numerose e molto frequenti a causa anche dei ritmi di vita moderni e del cambiamento delle abitudini alimentari, ma allo stesso tempo la ricerca ha fatto passi da gigante ed oggi molte sono le nuove soluzioni alle problematiche cardiologiche, tra cui la fibrillazione atriale.

Di cosa si tratta?

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco molto diffuso, si calcola che riguardi 1-2% della popolazione con un aumento della probabilità con l’avanzare dell’età. Le cause possono essere diverse, può trattarsi di una cardiopatia, ma anche di disfunzioni tiroidee, abuso di alcool, droghe o caffeina.
L’origine fisica di tale disturbo è negli atri che, a causa delle sollecitazioni frequenti, non riescono a pompare tutto il sangue e quindi a svuotarsi del tutto. Quest’ultimo rischia di coagularsi e quindi di entrare in circolo ostruendo arterie e causando così ictus o infarto. Spesso questa problematica è asintomatica e quindi il paziente se ne accorge troppo tardi, in altri casi, invece, prova un senso di intorpidimento, stanchezza, palpitazioni e dolore al torace.

Nuove metodologie diagnostiche per la fibrillazione atriale

cardiologia a firenzeCome detto la sperimentazione e la ricerca in cardiologia fanno passi da gigante ed attualmente un’importante novità arriva per la diagnosi veloce della fibrillazione atriale.
Lo studio è stato condotto dalla University of Rochester School of Medicine ed è basato sull’utilizzo di una videocamera dotata di un particolare software in grado in breve tempo di individuare la fibrillazione atriale, basta scrutare il volto del paziente. La tecnologia messa a punto è basata sul fatto che questo disturbo modifica il microcircolo del viso, ad esso corrispondono cambiamenti del colore della pelle che l’occhio umano non percepisce, ma che non sfugge a questa telecamera. La diagnosi veloce è in grado di ridurre notevolmente il rischio di ictus e di infarto. L’efficacia di questa tecnica è pari a quella di un elettrocardiogramma dinamico, con il vantaggio dei tempi ridotti.

Il trattamento in cardiologia della fibrillazione atriale

Le novità in cardiologia per quanto riguarda la fibrillazione atriale non sono relative solo alla diagnostica, ma anche alla cardiochirurgia, infatti, gli studi confermano che l’ablazione trans-catetere con radiofrequenza riduce di molto il rischio di morte dei pazienti affetti da questo disturbo del ritmo cardiaco. Si tratta di un intervento mininvasivo che consiste nell’inserimento di un catetere, che eroga energia in radiofrequenza, direttamente nell’atrio del cuore. Attraverso tale ablazione vengono eliminati i disturbi della conduzione elettrica che sono alla base della fibrillazione atriale con un miglioramento della qualità della vita in quanto vengono superati i disturbi tipici di questa patologia.

Trattamento farmacologico della fibrillazione atriale

Il trattamento farmacologico della fibrillazione atriale in cardiologia a Firenze prevede l’uso di farmaci antiaritmici o farmaci per il controllo della frequenza ventricolare associati ad anticoagulanti che evitano la formazione di coaguli dai quali, come visto, emerge il rischio di ictus o infarto. La soluzione farmacologica è particolarmente indicata quando non vi sono cardiopatie, ma la fibrillazione è causata, ad esempio, da ipertiroidismo, in questo caso la cura per la patologia principale aiuta a risolvere anche le problematiche cardiologiche.

 

implantologia italiana

L’implantologia è una pratica chirurgica atta a ristabilire la piena funzione masticatoria nel paziente che presenti l’assenza di uno o più denti per mezzo di protesi in metallo. Le protesi vengono inserite all’interno dell’osso mascellare o mandibolare tramite interventi chirurgici, avvalendosi di tecniche varie (attualmente una delle più utilizzate è l’istallazione di una protesi a vite che viene impiantata a livello endosseo)

I materiali più utilizzati per le protesi sono il Titanio, il cobalto e il cromo e possono essere osteointegrabili, ovvero favorire la crescita del tessuto osseo mascellare o mandibolare attorno alla protesi stessa.

implantologia italiana

Per impiantare la protesi, l’implantologo, ovvero l’odontoiatra, crea una sede all’interno della struttura ossea mandibolare o mascellare in maniera da creare uno spazio congruo al sostegno della protesi.

Per effettuare l’operazione è necessario che il paziente abbia a disposizione almeno una quantità minima d’osso, che non digrigni i denti (bruxismo) e che abbia un buon supporto gengivale.

Attualmente, nel mondo, le più importanti scuole nel campo dell’implantologia sono quella Italiana e quella Svedese. Mentre quella italiana si basa essenzialmente sull’impianto di protesi che vadano a colmare le carenze masticatorie del paziente, quella Svedese vede la protesi come un mezzo per innescare un meccanismo virtuoso che porterà i tessuti del paziente a riformarsi e rimodellarsi sulla protesi che fungerà quindi da calco organico.

implantologia in solo un'ora

Con il passare degli anni e con il progresso delle tecniche mediche e chirurgiche, l’implantologia è diventata una pratica sempre meno dolorosa e con percentuali di successo sempre più alte, garantendo nella maggior parte dei casi la piena guarigione del paziente.

Gli impianti hanno una vita lunghissima se viene effettuata una quotidiana manutenzione, il paziente quindi dovrà seguire una serie di regole che dovranno entrare a far parte del suo stile di vita: niente fumo, seguire una quotidiana e sana igiene dentale, controlli mensili e una dieta sana

Casi clinici di implantologia dentale

casi di implantologia dentale prima e dopo

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Ad oggi quindi l’implantologia dentale ha permesso a molte persone di riacquistare pienamente l’uso della dentatura anche se surrogata, permettendo loro di condurre una vita normale, sia a livello funzionale sia a livello estetico.

La protesi fissa inoltre elimina i fastidi di quella mobile, molto più instabile e poco funzionale della prima.

implantologia osteoporosi

L’osteoporosi non è da considerarsi una controindicazione assoluta riguardo alla possibilità di sottoporsi a interventi di implantologia dentale.

L’osteoporosi, come è noto, colpisce soprattutto soggetti anziani e, in particolare le donne, solitamente in età avanzata o comunque in modo graduale a seguito del sopravvento della menopausa.

Le ossa quindi tendono a demineralizzarsi a macchia di leopardo e a divenire fragili e con difficoltà di rimarginazione dopo un’eventuale frattura o rottura dell’osso stesso.

Fortunatamente questa patologia senile, per quanto possa debilitare per esempio gli arti inferiori, può considerarsi distrettuale, quindi più accentuata in alcune parti del corpo e meno in altre.

osteoporosi e implantologia dentaleLe ossa craniche e, soprattutto quello mandibolare e mascellare, sono generalmente molto meno coinvolte in questo processo di demineralizzazione ossea e questo va a favore della possibilità di sottoporsi all’implantologia dentale.

Il dentista nonché chirurgo orale procederà preventivamente a un’indagine proprio della qualità dell’osso, alla sua densità, alla resistenza per decidere se è in grado di sostenere il carico di uno o più impianti (nei casi di edentulismo totale) nonché della distribuzione delle sollecitazioni sulle due arcate.

Nel caso in cui l’osso non rispondesse ai requisiti di qualità necessari, il dentista può optare per la rigenerazione ossea attraverso un trapianto.

Questo può avvenire prelevando del materiale biologico osseo eterologo (quindi che proviene dai tessuti appartenenti al paziente stesso), oppure all’innesto di materiale creato in laboratorio, solitamente una membrana. L’applicazione della membrana può essere bifasica o monofasica.

implantologia osteoporosi

Nel primo caso si esegue un intervento prima del posizionamento dell’impianto, che dopo qualche tempo potrà poggiarsi su un tessuto di neoformazione.

Nel secondo caso l’intervento avviene congiuntamente all’applicazione dell’impianto e la membrana viene collocata al di sopra, in modo che si formi nuovo tessuto al di sotto e non entrino in contatto con questo i tessuti connettivali.

Sotto anestesia locale o sedazione cosciente (secondo le preferenze del paziente e le necessità del chirurgo orale) il paziente potrà sottoporsi a questo intervento ricostruttivo con estrema serenità e senza sentire particolare dolore.

La tecnologia chirurgico-stomatognatica moderna si avvale anche di strumenti piezoelettrici, che sono precisi e garantiscono la mininvasività nel taglio dell’osso, quando si tratta di prelievo eterologo.

La protesi viene quindi montata sui perni in titanio, materiale che assicura un’ottima biocompatibilità e si attende l’osteointegrazione degli stessi, che in pazienti con osteoporosi avrà una durata più lunga (anche 12 mesi), trascorsi i quali sarà montata la protesi fissa definitiva.

Non ci sono controindicazioni di sorta nemmeno per i pazienti che assumono farmaci bifosfonati per combattere o prevenire l’osteoporosi. Ogni paziente quindi viene accompagnato verso l’ottenimento di nuovi denti perfettamente funzionanti, stabili ed esteticamente gradevoli.

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E’ noto che la CALVIZIE è un problema molto diffuso soprattutto nella popolazione MASCHILE, ma che sempre più spesso riguarda anche le donne, essa è caratterizzata dal diradamento dei capelli. Ovviamente chi ne è colpito prova disagio, soprattutto nella vita di relazione, in quanto una folta capigliatura è sempre stata indice di bellezza sono in particolar modo le donne a vivere molto male il diradamento dei capelli. Proprio per questo la ricerca in tale campo è sempre attiva e mira a trovare soluzioni il più possibile definitive. Diverse sono le cure trovate, ma fin da subito è bene sottolineare che non esiste un trattamento migliore dell’ altro, piuttosto una maggiore indicazione in relazione alle caratteristiche del problema.

Cure farmacologiche

Le CURE CALVIZIE tradizionali prevedono l’uso del finasteride che costituisce una risposta importante nel caso di alopecia androgenetica, ovvero causata da ormoni maschili che provocano la miniaturizzazione dei follicoli piliferi e quindi la caduta dei capelli con la morte del bulbo pilifero.

La finasteride, oltre ad arrestare la caduta dei capelli, induce anche la crescita di quelli già caduti. Nelle donne la sua efficacia si ha soprattutto nel caso in cui il diradamento sia successivo alla menopausa. la finasteride può avere effetti collaterali come, ad esempio, una caduta della libido e disfunzione erettile.

PRP (plasma ricco di piastrine)

Si tratta di un metodo innovativo che sfrutta fattori di crescita autologhi, il segreto sono le piastrine in quanto ricche di fattori di crescita. Per effettuare questo trattamento viene prima prelevato il sangue, centrifugato al fine di separare le piastrine che vengono poi utilizzate per stimolare il cuoio capelluto a rigenerarsi anche attraverso le cellule staminali ancora presenti nei tessuti. Il PRP viene somministrato tramite piccole punture localizzate e con la veicolazione transdermica che permette di agire in modo uniforme ed ottenere così una copertura totale.

La tecnica è indolore, non ha effetti collaterali e permette di ottenere capelli più forti e una maggiore densità.

Autotrapianto

L’autotrapianto consiste nel prelevare follicoli ancora attivi da un’area della nuca, definita come donatrice, per poi trapiantare gli stessi nelle zone in cui mancano capelli. Questa procedura evita la presenza di cicatrici e dona un effetto naturale alla capigliatura. Le moderne tecnologie permettono di prelevare l’unità follicolare senza asportare lembi di epidermide ed Haiclinic si occupa anche e proprio di questo. Essendo un intervento mini invasivo per la sua realizzazione è necessario un blando sedativo di tipo locale. Uno degli svantaggi è dovuto al fatto che per circa una settimana sarà necessario portare un bendaggio e quindi la vita sociale può risultare compromessa soprattutto per coloro che tengono a non far sapere di essersi sottoposti ad autotrapianto di capelli.

Rigenerazione cellulare con fibroplasti

Si tratta di una delle ultime novità messe in campo per la CURA della CALVIZIE. Alla base del trattamento vi è una stimolazione termica calibrata sullo strato di cute interessato dalla calvizie. Stimolati dal calore i fibroplasti, ovvero cellule del tessuto connettivo che si occupano della rigenerazione cellulare, iniziano a produrre le sostanze necessarie all’irrobustimento del capello indebolito e alla ricrescita di quelli già caduti. Questo metodo può essere usato sia su uomini sia su donne, non è invasivo ed è più discreto rispetto al trapianto.