Tantissime sono le invenzioni più strane create negli anni: oggetti inutili o di cui non si conosce l’utilità, oggetti sconosciuti ma anche cose geniali.

Coni protettivi

Invenzione nata intorno al 1939 per proteggere il make up delle donne dal brutto tempo: tempesta, pioggia, neve, grandine, che rovinano non solo i capelli ma soprattutto il trucco. Si tratta di coni plastificati applicati proprio sul viso per fare in modo che gli agenti atmosferici non toccassero in nessun modo il viso. Fortunatamente si tratta di una creazione mai messa sul mercato se non forse solo in quel periodo.

Bicicletta anfibia

La cosiddetta bici anfibia o bici-pedalò fu inventata intorno al 1932. La sua specialità consisteva nel poter essere utilizzata sia sulla terra che in acqua senza nessun problema. Dotata di quattro sfere vuote galleggianti al posto delle ruote, era in grado di stare a galla nell’acqua e di camminare in strada. L’unico dilemma sarebbe stato decidere se vestirsi o mettersi il costume da bagno. Una delle invenzioni strambe ma non in modo eccessivo, ce ne sono altre che hanno fatto davvero parlare di se anche su uno dei quotidiani online che raccoglie news e notizie davvero avvincenti come quella delle INVEZIONI più PARTICOLARI e STRANE che hanno ottenuto successo o meno.

Doppia sigaretta

Creata nel 1932, la doppia sigaretta non era altro che un modo per poter fumare due sigarette contemporaneamente. All’epoca, la sigaretta era alla moda, nel senso che rappresentava un accessorio trendy e si era convinti che fumare facesse bene alla salute.

Pianoforte – letto

Il pianoforte letto risale al 1935. Si tratta di un pianoforte con letto integrato nella parte inferiore che permetteva all’artista o all’appassionato di musica di poter suonare il piano sdraiato nel letto. Una creazione comoda ma forse utile per coloro i quali erano impossibilitati a muoversi. Un’idea certamente strana, ma un’invenzione utile per gli artisti di strada.

Fumare mentre piove

Invenzione del 1931 che permetteva di poter accendere la sigaretta sotto la pioggia in modo pratico e facile. Si tratta di un aggeggio dotato di ombrellino che protegge la sigaretta dall’acqua impedendone lo spegnimento o addirittura la rottura.

Bicicletta – cucitrice

La bici con cucitrice inclusa fu inventata nel 1939 per permettere alle donne che, dovendo terminare un lavoro di cucito, non potevano uscire. L’invenzione era composta da una bicicletta con circa 4 posti e una macchina da cucire.

Pistola con fotocamera

Una sorta di “pistola fotografica” creata nel 1938 che era in grado di scattare una fotografia prima che si premesse il grilletto.

Ponte portatile

Invenzione del 1926, il ponte era allungabile e portatile anche se non semplice da trasportare. Certamente sarebbe stata un’invenzione molto utile soprattutto per i viaggiatori.

Cappello radio

Il CAPPELLO sulla cui cima vi era posta una piccola RADIO fu creato nel 1931. Naturalmente per l’epoca sarebbe potuta essere un’ottima invenzione anche se non facile da indossare.

Isolatore

L’isolatore era costituito da una sorta di maschera integrale da mettere sul viso e una bombola per respirare, che permetteva di poter lavorare o studiare in pace. I rumori esterni venivano eliminati e ci si poteva concentrare in qualsiasi momento senza problemi.

Calco di labbra

Un regalo estremamente singolare: un calco in bronzo delle proprie labbra. Originale, particolare e soprattutto romantico!

Quadra uovo

Il quadra uovo permetteva di cambiare forma alle uova sode, in questo caso era utilizzato per renderle quadrate.

Trasportino per animali

Si tratta di una sorta di sacca da mettere fuori la propria macchina per poter trasportare il cane e non tenerlo necessariamente all’interno dell’abitacolo. Un’invenzione un po’ troppo strana che sicuramente ha creato qualche perplessità fra i padroni degli amici a 4 zampe.

A partire dal 15 agosto del 2013 è diventato obbligatorio la stipula di una assicurazione responsabilità civile a copertura dei rischi professionali, anche per gli architetti: il Decreto del Presidente della Repubblica n.137/2012 intende così garantire la possibilità di un rimborso al cliente in caso di danno arrecato dal professionista.

A tal proposito, sarà necessario allegare alla dichiarazione di Assunzione dell’incarico gli estremi della assicurazione e le indicazioni circa il massimale.

Il decreto parla di “idonea assicurazione” senza specificare le caratteristiche che la stessa dovrebbe avere e lasciando di fatto ampia libertà di scelta al contraente.

A chi è rivolto l’obbligo di assicurazione contro i rischi professionali.

E’ bene specificare che, in ambito privato, la polizza è obbligatoria solo per gli architetti che firmino contratti, ovvero i titolari della libera impresa. E’ chiaro dunque che l’essere iscritti ad un Albo professionale non comporta l’obbligo dell’assicurazione, posto che la maggior parte dei contratti sottoscritti con compagnia assicurativa coprono eventuali errori o danni determinati da collaboratori.

Copertura garantita dalla polizze

Tutte le polizze assicurativie obbligatorie riguardano le eventuali responsabilità dell’architetto in ambito civile, penale, disciplinale ed amministrativo a patto che non siano determinate da una volontà dolosa dello stesso.

Per tanto, si garantiscono così’ risarcimenti in caso di imperizia, ovvero di errori determinati da inadempienza, negligenza o ignoranza.

L’obbligo a senso unico.

L’obbligo dell’assicurazione professionale è unilaterale, nel senso che le diverse compagnie assicurative possono liberamente valutare l’opportunità o meno di offrire questo tipo di contratto ai propri clienti, qualora sia dimostrato che gli stessi abbiano ricevuto nel corso della propria carriera altre e numerose richieste di risarcimento danni.

Quando i danni non sono coperti.

Analogamente, ciascuna compagnia assicurativa è libera di includere o meno determinati rischi nella propria polizza. Si parla per lo più di polizze a rischi nominali che contemplano un elenco di attività coperte dalla assicurazione e descrivono con dovizia di particolari il tipo di danno che sono disposti a coprire. Esistono poi le assicurazioni all risks che contemplano tutto quanto sia previsto dalle normative in vigore e dai regolamenti interni all’ordine professionale di appartenenza.

La retroattività della polizza.

Addirittura esistono assicurazioni che offrono la copertura per danni determinati da attività professionale svolta precedentemente alla stipula dell’assicurazione ma ogni compagnia fissa in autonomia il numero di anni massimi per la validità della retroattività.

Franchigia o scoperto?

Il professionista in oltre può scegliere di avvalersi di una polizza che non preveda scoperti ma la sola franchigia. Sono queste le assicurazione per architetti da preferire o in alternativa è necessario fissare un valore massimo per lo scoperto onde evitare, nel caso di risarcimenti particolarmente corposi, l’esborso da parte dell’assicurato di cifre molto elevate.

 

La normativa urbanistica in Italia è una materia piuttosto complessa e ingarbugliata, soprattutto a causa dei molteplici interventi legislativi che si sono susseguiti negli anni, a partire dal 1884, quando fu varato il primissimo piano regolatore italiano, che tuttavia poco aveva a che fare con quello odierno. L’urbanistica, infatti, non è sempre stata una disciplina riconosciuta, unitaria e organica: si è affermata solo negli anni Trenta, quasi parallelamente al consolidarsi del regime fascista, il quale, tra le altre cose, cercò di imprimere il proprio marchio anche sulla struttura urbanistica e architettonica delle città italiane.

Tuttavia, sebbene furono presi provvedimenti ed emanate precise direttive in merito, non vi fu alcun piano regolatore vero e proprio. Questo si ebbe invece nell’immediato dopoguerra, nel 1942, quando si registrò un vero e proprio boom dell’edilizia che si sarebbe poi consolidato nei mesi successivi, complice anche la repentina ripresa dell’economia. La nuova normativa urbanistica non sostituì le norme antecedenti: si limitò ad aggiungersi ad esse, sovrapponendosi e generando non poca confusione. Dal 1942 in poi, infatti, nel nostro Paese vengono varate norme urbanistiche sempre diverse che si sovrappongono fino a creare un corpo unico privo della necessaria organicità. È per questo motivo che negli anni Sessanta in politica si comincia a discutere seriamente sulla necessità di varare una vera e propria riforma urbanistica che prevedesse l’approvazione delle Camere.

Giampiero Martini

Quando si parla di normativa urbanistica, fa fede il cosiddetto Piano Regolatore Generale (PRG), il quale recita testualmente:

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Al suo interno, il Piano Regolatore Generale racchiude i diversi piani regolatori che vengono varati a livello amministrativo.

Essi comprendono precisi elaborati tecnici che portano la firma di architetti o ingegneri: essi sono lo schema della regione (in particolar modo il posizionamento dei comuni, nonché la loro grandezza relativa), la planimetria dell’intera zona considerata (comprende le strutture già edificate, le aree adibite allo sviluppo industriale, quelle demaniali e quelle tutelate da normative specifiche come gli spazi da riservare al verde, alle strutture ricreative oppure monumentali), la planimetria della rete stradale, l’insieme delle norme urbanistiche e infine una relazione complessiva che mostra di aver tenuto conto di tutte le caratteristiche geografiche e demografiche del territorio preso in esame.

Il piano regolatore va approvato, dunque è necessario che ciascun comune provveda a presentare piano e relativa documentazione all’ente regionale preposto, al quale spetterà il compito di analizzarlo attentamente ed eventualmente approvarlo. Nel primi trenta giorni in cui il piano è stato depositato, i cittadini del comune interessato potranno esaminarlo liberamente presentando regolare ricorso al tribunale competente (ossia il Tribunale Amministrativo Regionale, il TAR). Il piano regolatore, una volta approvato, è valido a tempo indeterminato, dunque tutti i cittadini – siano essi già in possesso di case, o in procinto di costruirne una – sono tenuti a osservarne le norme, pena pesanti sanzioni pecuniarie disposte di volta in volta.

Per comprendere meglio tutta la normativa urbanistica italiana si può fare riferimento al testo di Giampiero Martini,  docente di Legislazione Opere Pubbliche presso l’Università di Bologna.

Un’altra importante caratteristica del PRG è poi la cosiddetta “zonizzazione” ossia la divisione dl territorio del comune in zone diverse che tuttavia sono accomunate da caratteristiche quali il tipo di insediamento abitativo presente e la sua quantità.

La Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro è un ente morale nato nel 1901, possono farne parte tutte le persone che hanno ricevuto l’importante onorificenza dall’Ordine al Merito del Lavoro, istituito da Vittorio Emanuele III, per essersi distinte in tutti i settori dell’economia e hanno contribuito al miglioramento dello sviluppo sociale, tecnologico, occupazionale e per aver fatto crescere il pregio del made in Italy.

Il riconoscimento viene conferito dal Capo dello Stato il 2 giugno in occasione della festa della Repubblica, mentre la consegna avviene in ottobre al Quirinale. L’indipendenza economica e la non appartenenza a gruppi politici sono sinonimi di obiettività e imparzialità nello svolgimento delle loro funzioni.

Il loro cammino non sempre è stato facile, lo Statuto ha subito diverse modifiche, fino all’ultima nel 1986 che oltre al merito richiede anche una vita morale indiscutibile. Gli anni nei quali non sono stati consegnati questi titoli sono quelli nei quali l’Italia era in guerra.

Il numero dei nominati è andato sempre più a diminuire, dai circa mille degli inizi si è passati ai 25 del 2013. I settori che vede il maggior numero di nomine è quello industriale ma va allargandosi anche agli altri campi della vita lavorativa. Di particolare rilevanza l’impegno nella formazione dei giovani in campi molto importanti della vita economica del Paese. La Federazione è divisa in 9 Gruppi regionali che rappresentano le reltà territoriali. Per chi fa parte dell’ordine, l’ente non è uno strumento di rappresentenza, ma è parte attiva nella vita della società. Gli obiettivi che si prefissano, oltre a quelli citati prima, sono quelli di mantenere il prestigio dell’associazione, dare importanza al lavoro mettendone in evidenza il ruolo etico-sociale, semplificare i rapporti che intercorrono tra i gruppi regionali ed i soci, aiutare i Cavalieri o le famiglie che vivono un periodo di forte disagio.

Tra le tante attività spicca quella nel campo editoriale con la pubblicazione delle riviste “Civiltà del Lavoro” e “Panorama per i giovani” che è indirizzata soprattutto agli studenti delle scuole superiori. In occasione del Centenario la Federezione ha dato alla stampa due volumi che riguardano il contributo, che i Cavalieri hanno dato per lo sviluppo di questa Nazione e i profili biografici degli appartenenti all’Ordine. La rivista “Civiltà del Lavoro” è l’organo ufficiale dell’associazione, viene pubblicato ogni due mesi e viene inviata oltre ai Cavalieri anche ai ministeri, agli enti e a tutte quelle organizzazioni che rivestono un ruolo molto importante nel mondo della politica, dell’economia, dell’informazione e della cultura.

attilio pacifico cavaliere del lavoro

Questa onorificenza può essere assegnata anche ai cittadini stranieri che hanno contribuito con il loro lavoro al progresso e al prestigio dell’Italia. Sicuramente le persone appartenenti al Gruppo rappresentano l’eccellenza, ma il fatto più importante che viene fuori è il vincolo che al quale sono sottoposti è quello che deve essere sempre perseguito il miglioramento delle condizioni di vita nel lavoro e nel sociale, ne è un esempio l’avvocato Attilio Pacifico insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro.

La Federazione promuove diversi congressi che trattano i temi, in continua evoluzione, del mercato del lavoro.

Per svolgere al meglio le loro attività la Federazione si vale di diversi organi che sono rappresentate da un’assemblea generale, il Tesoriere, il revisore dei conti, un comitato di presidenza ed un Presidente. Può essere convocata anche una riunione straordinaria se si tratta di portare cambiamenti nello statuto o se ci sono motivi molto importanti e, chi non può partecipare deve comunicarne le motivazioni.

Le qualità richieste ai Cavalieri decadono con la morte.

Vivere delle proprie capacità ed avere una propria impresa è sicuramente il sogno della gran parte delle persone e uno dei più noti e famosi imprenditori romani c’è riuscito, il suo nome è Cesare Pambianchi. Si tratta però di qualcosa di molto difficile dal punto di vista realizzativo e che scoraggia molte lavoratori, magari insicuri o che non hanno la possibilità di investire molto tempo e risorse per realizzare le proprie idee di business. Proprio questa situazione ha generato quello che è il quesito che tanti da molti anni si chiedono, e cioè: è possibile imparare le caratteristiche e gli strumenti propri di un bravo imprenditore o è possibile solo nascere come figura imprenditoriale di alto livello. Il dibattito, come ben si può capire, è ancora in atto e diverse sono le considerazioni e i punti di vista delle persone comuni ma anche dei grandi professionisti che hanno fondato grandi aziende di successo.

Molte persone pensano infatti che l’essere imprenditori non è una capacità che si acquista con il tempo, l’esperienza o lo stesso studio, ma sarebbe un mix di tante caratteristiche proprie di un tipo di personalità che è innato all’interno di alcune persone. Secondo questa tesi quindi non tutti potrebbero lavorare come imprenditori ed essere quindi autonomi, ma vi sono delle categorie di persone nate per lavorare alle dipendenze degli altri. I favorevoli a tale ipotesi infatti usano come loro tesi principale il fatto che le loro considerazioni sarebbero vere per il solo fatto che tali eventi si vedono ogni giorno in ambito lavorativo. In altre parole, secondo queste persone la chiusura di molte imprese in settori in cui invece le altre aziende concorrenti riescono a guadagnare molto, è l’esempio più lampante di come essere imprenditori sia una dote innata.

La fazione opposta invece ritiene che tali imprese chiuderebbero solo per via del ciclo economico o in virtù di sporadiche scelte sbagliate da parte dell’imprenditore, oppure per lo stesso mutare improvviso del mercato di un determinato servizio o prodotto. Secondo questi esponenti infatti, essere imprenditori è una dote che si impara e si acquisisce con il tempo. Secondo questa tesi, essere imprenditori significa studiare il proprio settore e farsi le ossa sul campo. Solo infatti nella quotidianità e con l’esperienza diretta un soggetto potrà sviluppare le caratteristiche proprie e caratterizzanti di un bravo professionista.

La discussione è quindi ancora aperta, ed ognuno appoggia l’una o l’altra ipotesi secondo quello che è il proprio senso pratico o la propria esperienza. Sicuramente essere imprenditori non è imparare semplicemente un mestiere, ma sviluppare le idee e le proprie capacità. Un imprenditore di successo riesce a capire l’andamento del mercato prima della concorrenza e a trasformare le proprie debolezze in elementi di forza e successo. Solo in questo modo, e sviluppando quindi le proprie doti e la propria inventiva, si può uscire dallo stallo del mercato e della concorrenza, per conquistare l’indipendenza economica oltre che la soddisfazione in campo professionale. Il vero imprenditore sviluppa delle capacità diverse dagli altri lavoratori, sviluppa la propria immaginazione e la creatività, oltre che una serie di conoscenze approfondite del proprio settore, in modo da arrivare alla meta prima della concorrenza e riuscire a portare la propria azienda sempre più in alto.

 

La scoperta del LED

Il diodo ad emissione luminosa, altrimenti chiamato LED è stato inventato negli anni ’60, precisamente nel 1962 da Nick Holonyak Jr. un impiegato della General Elettrics. I primi LED furono soltanto di colore rossoe, in seguito vennero aggiunti nuovi colori fino ad arrivare, ad inizio anni Novanta, alla possibilità di realizzare qualsiasi colore.

Com’è chiaro, furono impiegati dapprima come spie di supporto a vari dispositivi, poi visto la possibilità di impiegarli come fonte di luce in sostituzione delle lampadine tradizionali, l’industria si spinse a studiare questa nuova tecnologia in modo da poter commercializzare un prodotto innovativo, che permettesse di illuminare una stanza, un giardino o qualsivoglia cosa con un minimo impiego di energia.

Faretti LED ad incasso

I Faretti LED da incasso possono essere impiegati sia per ambienti esterni che interni, essi verranno infilati all’interno del muro o, perché no, di un pavimento in modo da poter sostituire i dispendiosi e caldi faretti alogeni o ad incandescenza. Si sta avendo un forte impiego anche grazie alla resistenza del faretto LED ad incasso. Esso, incastonato, può emettere un piacevolissimo fascio di luce intelligente, che va ad illuminare la zona verso la quale è rivolto. Insomma, non ci saranno sprechi di luce e sarà possibile modellare la luce ambientale a proprio piacimento. Questo ritrovato tecnologico permetterà la creazione anche di percorsi all’interno del proprio negozio o giardino, utilizzando i Faretti LED da incasso mettendoli all’interno del pavimento è possibile camminarci sopra.

Faretti led da incasso

Scelta di Luce Calda e Luce Fredda

E’ possibile decidere il tipo di luce che si vuole ricevere all’interno del proprio ambiente. Si può scegliere una Luce Calda, dunque tendente al giallo che riscalderà l’ambiente all’accensione oppure una Luce Fredda, che donerà eleganza all’ambiente con il bianco ghiaccio del fascio luminoso.
Qualsiasi sia la vostra scelta, il Faretto LED ad incasso può donarvi calore e classe.

Risparmio garantito del Faretto LED ad incasso

Il Faretto LED ad incasso, essendo un faretto LED fa risparmiare tantissimo sulla propria bolleta, infatti questa tecnologia permette di impiegare un decimo dell’energia che generalmente una lampada tradizionale utilizza. Cosa importante, generalmente come faretti ad incasso vengono utilizzate le lampade alogene. La lampada alogena impiega tantissima energia per scaldarsi ed emettere una luce tale da illuminare tutta la stanze.

Durata del Faretto LED ad incasso

La durata del Faretto LED ad incasso è mediamente di diciassette anni, superando di gran lunga i classici centoventi giorni della lampadine tradizionali. Insomma, una scoperta che vi farà risparmiare di parecchio anche nella sostituzione visto che, con un buon impianto che possa ospitare il LED è possibile letteralmente dimenticarsi di dover cambiare le lampadine.

In questo link troveremo maschere per carnevale di tutti i gusti. Le scelte partono da Homer Simpson passando per Peter Griffin Stewie Griffin fino ad arrivare ai personaggi di Star Wars tra cui Yoda, Darth Maul e Darth Vader. Sempre a questo link è possibile trovare il kit completo per mascherarsi da Micheal Jackson. Oltre a questi personaggi interessanti sono le maschere che prendono ispirazione dai personaggi di Saw. Troveremo interessanti la maschera del pupazzo di Saw ed altrettanto interessante è la “Maschera Maiale Integrale Deluxe” con cui, il folle serial killer cinematografico seviziava le sue vittime. I prezzi sono, rispetto alla bellezza ed all’assoluta accortezza nella realizzazione della maschera, bassissimi. Pensate che una bellissima maschera a gas, per spaventare i vostri amici nel giorno di carnevale, vi può costare appena nove euro e novanta!! Nove euro e novanta per una bellissima maschera. Oppure, se volete ricorrere alla “classica maschera bianca veneziana”, il prezzo è di tre euro e novanta. La classe della maschera vi riporterà ai tempi in cui, dentro sfarzose abitazioni di ricchi mercanti veneziani, si celebravano divertenti feste e balli in maschera. Oppure, perché non ricreare, con la suddetta maschera, l’atmosfera dell’ultimo film di Stanley Kubrick “Eyes Wide Shut”? Attenzione perché le maschere sono utili anche in altri ambiti, non solo a carnevale!! Considerate i “Romacomics”, in questa sezione trovere le maschere di personaggi come Rorschan Watchman (un personaggio di fumetti reso celebre dall’omonimo film). Nella sezione delle maschere di carnevale è possibile trovare anche maschere per ricreare l’atmosfera della saga stellare di George Lucas Star Wars. Infatti, troverete fedeli riproduzioni del volto di Darth Vader ed il costume abbinato. Oppure, in alternativa, se deciderete di essere i buoni della festa potrete sempre indossare la maschera di Yoda! Lo yedi. Oltre a questi personaggi, più di nicchia se voggliamo dire, possiamo trovare nella sezione le maschere di Batman, Ali-G (il famoso personaggio dell’omonimo film creato dal comico Sacha Cohen, che viene interpretato dallo stesso). Impressionante la riproduzione del volto di Micheal Mayers, il serial killer inventato da John Carpenter e protagonista della famosa saga horror Halloween. Oppure, sempre di Carpenter, la maschera di Venerdì 13 di Jason. In questa sezione di Maschere di carnevale, per gli appassionati di cinema, gli appassionati di fumetti, oppure i semplici festaioli che amano travestirsi a carnevale, troveranno tutto ciò che vogliono. L’importante è divertirsi. I prezzi, ripeto, sono molto bassi rispetto a tutta la concorrenza, non si troveranno maschere di simile fattura a quaranta euro e, in più, il sito consiglierà in automatico il vestito da abbinare per l’occasione. Insomma, cosa aspettate?

Abbina  anche gli accessori per feste in maschera e completa al meglio il tuo costume.