Bresciano classe 1942, Giacomo Agostini, che gli appassionati italiani hanno ribattezzato ” Ago ” nel corso della sua brillante carriera motociclistica, è uno dei più grandi campioni dello sport italiano, e n° 1 del motociclismo internazionale e nazionale, insidiato in questa qualifica negli ultimi anni da un altro grande centauro italiano, Valentino Rossi.

I numeri di Agostini parlano da soli; con 15 titoli mondiali vinti è il pilota in testa alla classifica assoluta e la percentuale di vittorie rispetto ai GP disputati, 122 su oltre 300, è da piloti di assoluto valore. Nelle corse in Italia, poi ha stradominato, ottenendo 18 titoli di campione italiano, due dei quali vinti nella categoria junior. La sua carriera motociclistica nasce quasi per caso, in quanto la famiglia aveva prospettato per lui un più tranquillo futuro da ragioniere.

La sua passione però ebbe la meglio e riuscì a montare in sella all’età di diciotto anni ad una Morini 175 Settebello, una delle moto più adatte alle corse tra quelle dell’epoca, insieme alla Ducati 125. Con questa moto, capace di una velocità di 160 km / h, Giacomo Agostini esordisce, diciannovenne, in una gara in salita, la Trento – Bondone e subito mette in mostra le sue qualità di guida cogliendo il secondo posto. Nei primi tempi della sua carriera ” Ago ” alterna questa specialità con le corse in circuito, utilizzando sempre la stessa moto, fino ad essere notato proprio dalla Morini, che lo inviata a salire su una moto ufficiale per prendere parte ad una corsa sul circuito di Cesenatico.

Nel 1963 agosti ottiene il titolo italiano della montagna, sempre in sella alla 175 ufficiale, dominando la stagione con 8 successi, ed in parallelo quello di velocità nella categoria juniores, piazzandosi al primo posto in tutte le 10 gare in calendario. In quello stesso anno viene chiamato anche a correre nel GP di Monza in classe 250, nel team insieme a Tarquinio Provini. Con la Morini corre anche tutto il campionato mondiale 250 nel 1964, ma senza grandi risultati, solo 2 quarti posti, con le rivali giapponesi che dominano il mondiale. Nel 1965 il grande passo con la firma del contratto che lo lega alla MV Agusta, che lo fa esordire nel campionato del mondo della classe 350, nel quale si classifica al secondo posto, con tre vittorie stagionali, alle spalle del campione l’inglese Hailwood, che correva anche lui su MV Agusta.

Anche nella classe 500 il pilota italiano coglie il secondo posto, con una vittoria, nel GP della Finlandia. Agostini si mette in mostra anche nel campionato italiano dove non lascia neanche le briciole agli avversari vincendo tutte le gare in programma. A fine stagione Hailwood passa alla Honda ed Agostini diviene il primo pilota della casa di Cascina Costa. Nella 350, nonostante le 3 vittorie si piazza ancora al secondo posto, ma è nella classe 500 che ottiene il suo primo titolo iridato, mettendo in fila tutti gli avversari e le moto giapponesi.

Nella classe 350 il primo titolo di Agostini è datato 1968 ed è il primo di sei consecutivi, con la MV Agusta che si impone su tutte le piste del mondo. Nella 500 fa ancora meglio perché dopo il primo successo ne mette in fila altri sei, portando la moto italiana sul gradino più alto del podio in molteplici occasioni e realizzando in gran parte dei Gran Premi l’accoppiata tra 350 e 500. Nel 1974 ” Ago ” passa alla giapponese Yamaha, con la quale correrà fino al 1977, salvo una parentesi di un anno, il 1976, nel quale torna in sella alla MV, ed anche con la casa nipponica conquista un titolo mondiale nella 350 ed uno nella 500, prima di chiudere la sua eccezionale carriera.

Nel corso della sua carriera Agostini ha combattuto contro piloti di valore eccezionale, come Hailwood, Redman, Saarinen, Pasolini, Read e Ceccotto, cogliendo sempre prestazioni eccezionali. Tra le sue annate migliori quelle dal 1968 al 1970, quando si impose in tutte le gare di campionato delle due classi 350 e 500. Il suo nome è l’unico tra quelli dei piloti italiani, ad essere iscritto nell’albo d’oro della 200 miglia di Daytona.

 

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